ERBE SVEDESI
PICCOLO AMARO SVEDESE
(RICETTA)

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* ALOE
MIRRA
ZAFFERANO
FOGLIE DI CASSIA
**
CANFORA
RABARBARO radice
CURCUMA radice
MANNA
TERIACA VENEZIANA
CARLINA radice
ANGELICA radice
·
Invece dell’Aloe può essere utilizzata la polvere
di assenzio
**
E’ ammesso esclusivamente
l’uso della CANFORA naturale, cioè quella cinese
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10 gr
5 gr
0.2 gr
10 gr
10 gr
10 gr
10 gr
10 gr
10 gr
5 gr
10 gr
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Le erbe svedesi vanno messe a macerare in 1
litro e mezzo di acquavite di grano o di frutta
a 40° in una bottiglia dal collo largo, lasciandola
per 15 giorni al sole o in vicinanza di una
fonte di calore.
Scuoterla ogni giorno, prima di filtrarla per
il travaso in una bottiglia più piccola ed ancora,
ogni volta prima di servirsi del suo contenuto.
Il
resto, cioè quello che non è stato travasato
nella bottiglia più piccola, può essere conservato
1 mese e mezzo e oltre.
Il liquido
va travasato in bottiglie piccole che poi, chiuse
ermeticamente, vanno conservate in frigorifero.
Questo ELISIR può essere conservato per molti
anni.
Più riposa,
più aumenta il suo effetto.
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MODALITÀ
DI PREPARAZIONE
USO
INTERNO:
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Secondo l'indicazione
dell'Antico Manoscritto se ne prende come profilattico
un cucchiaino da dessert diluito, mattina e sera.
Contro i disturbi di
qualsiasi genere si possono prendere tre cucchiaini
diluiti.
Contro le malattie
maligne se ne prendono da due a tre cucchiaini
al giorno nel modo seguente: si prende rispettivamente
un cucchiaino diluito in 1/8 di litro di tisana
d'erbe, distribuendolo fra 1/2 ora prima e 1/2
dopo ogni pasto.
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CATAPLASMA di Erbe
Svedesi :
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A seconda della dimensione
della zona malata si prende un pezzo piccolo o
grande di cotone idrofilo impregnato di gocce
svedesi e lo si applica sulla parte da trattare
unta in precedenza con strutto di maiale
o con crema di Calendula.
Quindi si copre il tutto
con un pezzo un po' più grande di plastica per
evitare che si macchi la biancheria. Infine si
fascia tutto con un panno o con una benda.
A seconda del tipo di malattia,
il cataplasma deve rimanere in situ da due a quattro
ore.
Se ben sopportato lo
si può lasciare per un'intera notte. Se in soggetti
dalla pelle delicata si dovessero malgrado tutto
verificare delle irritazioni cutanee, si dovranno
abbreviare i tempi di applicazione degli impacchi
o rimandare l'applicazione per un certo
periodo
Chi soffre di allergie,
fasci il cotone soltanto col panno senza usare
il pezzo di plastica.
In nessun caso si deve
dimenticare di ungere la pelle.
Se già dovesse essere
in atto uno sfogo pruriginoso, la si tratti eventualmente
con crema di Calendula.
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La
seguente ricetta fu trovata, dopo la sua morte,
fra gli appunti del celebre medico svedese e
rettore della facoltà di medicina, Dr. Samst.
Il Dr. Samst era deceduto
all’età di 104 anni
in seguito ad un incidente mentre cavalcava.
Anche
i suoi genitori ed i suoi nonni avevano raggiunto un’età
patriarcale.
Ciò che
ora vi dirò suonerà proprio come una favola;
invece è accaduto veramente.
·
Da giovane giunsi gravemente ammalata
nei pressi di Lembach
nel Muhiviertel.
Dopo essere stata espulsa dalla mia
patria dei Sudeti e sistemata in un campo profughi bavarese,
mi ero ammalata di tifo addominale, di intossicazione
di carne alla quale si aggiunse l’epatite e un’occlusione
intestinale. Rimasi in ospedale più di sei mesi.
Allorchè
mio marito fece venire in Austria me, il bambino e le
nostre due madri, io ero ancora molto debole sulle gambe.
. di notte ero colpita da dolori che trafiggevano il
mio corpo come spade. In quei momenti non riuscivo a
stare né seduta né in coricata e contemporaneamente
mi assalivano accessi di vomito e di diarrea. Ero proprio
ridotta a mal partito.
Il medico diagnosticò postumi
di tifo che spesso si manifestano per lunghi anni dopo
la malattia. Un giorno una signora mi portò una bottiglietta
contenente un liquido bruno scuro molto profumato.
Aveva
saputo della mia malattia e voleva aiutarmi.
Queste
Erbe Svedesi avevano liberato anche lei da un male gravissimo.
Nella copia che portava con sé di un "Antico Manoscritto"
veniva spiegato in 16 punti come queste gocce avrebbero
guarito ogni sorta di infermità.
La ricetta, diceva,
proveniva dalle opere postume di un celebre medico svedese
il quale, come gli altri membri della famiglia, aveva
raggiunto un'età straordinariamente avanzata.
Secondo
il punto 43, le gocce di Erbe Svedesi guarivano persino
"ulcere pestose e bubboni anche se avevano ormai
raggiunto la gola".
In un primo momento riposi
le gocce nella farmacia di casa. Non volevo proprio
credere che queste, dall'aspetto così modesto, potessero
restituirmi la salute visto che nemmeno il mio medico
vi era riuscito.
Ma presto mi ricredetti. Ero seduta
davanti ad un cesto enorme di pere più che mature che
dovevano essere sistemate senza indugio ed utilizzate,
quando mi colpì un nuovo attacco.
Poiché mi avevano
assicurato che le gocce potevano essere prese sia per
via interna che esterna sotto forma di impacchi, non
esitai ad applicare sulla mia pancia del cotone bagnato
con le gocce coprendolo con un foglio di plastica e,
legatomelo addosso col reggicalze me ne tornai al mio
lavoro.
Una sensazione meravigliosa di calore pervase
tutto il mio corpo e improvvisamente ebbi l'impressione
come se qualcuno, con un unico gesto della mano, mi
liberasse da ogni male.
Vi assicuro che con quest'unico
cataplasma portato per tutta la giornata sotto il reggicalze
avevo allontanato tutti i disturbi degli ultimi mesi.
La malattia era come volatilizzata; mai più ebbe neanche
un solo attacco.
·
Nostro figlio, che allora aveva
sei anni, aggredito da un cane lupo, era rimasto terribilmente
sfigurato. Delle cicatrici ipertrofiche di colore rosso
scuro si formarono in seguito sul suo volto, dal naso
alla bocca. Nel "Manoscritto Antico" si legge
al punto 33 che tutte le cicatrici, stigmate ed i tagli,
anche se di antica data, quando vengono inumidite con
queste gocce per 40 volte scompaiono definitivamente.
Bagnammo quindi ogni sera in questo modo le cicatrici
del bambino prima di metterlo a letto.
Presto svanirono
completamente, anche quelle all'interno del naso.
·
Con questa esperienza alle spalle
giunsi a Grieskirchen nel 1953.
Durante una visita ad una fattoria
incontrai la giovane moglie dell'agricoltore, madre
di due bambini mentre mungeva le vacche nella stalla.
Mi disse che da settimane era in preda a dolori di capo
insopportabili e poiché il medico temeva un tumore,
ella sarebbe dovuta andare a Linz per una radiografia.
Il giorno stesso le inviai mio
figlio con una bottiglietta di erbe svedesi affinché,
per mezzo di un impacco fosse liberata dei dolori almeno
di notte. Ero proprio allibita
quando alle sette del mattino seguente trovai l'agricoltore
sull'ingresso di casa mia.
"Cosa hai mandato a
mia moglie? Dopo l'applicazione del cotone inumidito,
i dolori sono scomparsi in due minuti.
Al mattino, poi,
dal naso si sono liberati verso la faringe due tappi
grossi come mignoli color mattone".
Infatti si
era trattato di una sinusite trascurata che era guarita
con l'applicazione di un solo impacco.
La donna ancora
oggi giura sulle Erbe svedesi.
Anni fa ebbe per giunta
l'occasione di salvare la figlioletta da una brutta
polmonite per cui non rimane ormai più sfornita delle
famosissime gocce.
·
Una donna soffriva da diverse
settimane di una sinusite purulenta
dolorosissima. La respirazione attraverso il naso era
diventata impossibile.
Delle cure energiche di antibiotici
e raggi non erano servite a nulla. Allora applicò durante
la notte gli impacchi di Erbe Svedesi su fronte, occhi
e naso.
Sin dopo la prima applicazione percepì un sollievo.
Dopo tre impacchi durante le notti successive si liberarono
le vie di respirazione e attraverso il naso uscirono
dei grossi tappi di puss.
·
Conoscevo di vista una giovane
signora la quale, dopo la nascita del suo sesto bambino,
sembrava soltanto l'ombra di quella che era stata
prima.
Le parlai e venni così a sapere che non riusciva
ad ingerire più nulla. Dovette mandare tutti i suoi
figli presso altre
famiglie. Le consigliai
le Erbe Svedesi.
Circa tre settimane più tardi la rividi
che era tornata la fresca e sana signora di prima.
Le
gocce avevano fatto miracoli. Riusciva nuovamente a
mangiare tutto ed i figli erano tornati da lei.
Disse:
"È stato come se da me si fosse staccato un grosso
animale", e raccontò inoltre che sua madre era
stata ricoverata all'ospedale con un piede terribilmente
gonfio e che già da molto tempo camminava soltanto col
bastone.
75 iniezioni non avevano apportato alcun giovamento.
Aveva inviato alla madre il "Manoscritto"
consigliandole le Erbe Svedesi che infatti ebbero un
effetto rapidissimo.
Il piede era tornato normale ed
il bastone era diventato superfluo.
·
Un
giorno ricevetti dalla Germania una lettera con la quale
una mia conoscente mi pregava di occuparmi dal punto
di vista psichico di una sua nipote a quell'epoca a
Gallspach.
Quando la giovane mi venne a trovare per
la prima volta a Grieskirchen, presi un grande spavento.
La dovevano sollevare dalla macchina, infilarle due
grucce, e il corpo storpio richiedeva, nonostante tutti
questi aiuti, oltre 1/4 d'ora per raggiungere il mio
appartamento sito al primo piano.
Le articolazioni di
entrambi i piedi erano deformate, le dita delle mani
irrigidite ed incapaci di reggere qualsiasi cosa.
Camminando
trascinava i piedi e il torso veniva spinto in avanti
a scossoni.
Ero rimasta sulla soglia dell'appartamento
e, mentre premevo le mani sul cuore, non riuscivo a
dire altro che: "Come ha fatto una giovane signora
come Lei a ridursi in questo stato"? "Nel
giro di una notte", mi rispose, "dopo la nascita
del quarto bambino".
D'improvviso, dunque, questa
giovane bella signora si era trovata storpia nel suo
letto.
In Germania era stata trascinata da un medico
all'altro senza che nessuno riuscisse ad aiutarla.
Da
quattro anni si recava due volte all'anno a Gallspach
presso il Dr. Zeileis, il quale era costretto
a dirle che poteva soltanto lenire ma non guarire.
La
visione di questa poveretta mentre prendeva la tazza
del caffè con i margini delle mani distorte, mi accorava
profondamente. Le consigliai le Erbe Svedesi che in
Germania a quell'epoca erano in vendita sotto il nome
di "Crancampo".
Oggi molte farmacie e drogherie
vendono le Erbe Svedesi secondo la
ricetta
riportata in questo sito.
Tutto questo avvenne nel febbraio
del 1964.
In settembre dello stesso anno ricevetti una
telefonata della giovane signora da Gallspach la quale
mi chiedeva di andarla a prendere alla fermata della
corriera a Grieskirchen.
In un primo momento rimasi
piuttosto perplessa e successivamente proprio stupita
quando vidi la giovane signora tutta sorridente, ancora
appoggiata al bastone, scendere dall'autobus.
La rigidità
e le deformità delle mani erano totalmente sparite come
in gran parte anche le deformazioni ai piedi.
Soltanto nella gamba sinistra erano ancora gonfi il
ginocchio e il malleolo. Ma anche questo gonfiore entro
il 3 agosto 1965, ossia un anno dopo, era completamente
scomparso.
Allora si recò per l'ultima volta a Gallspach,
senza bastone e perfettamente guarita. durante la nascita
del suo quarto bambino i suoi reni avevano subito un
danno che aveva prodotto queste terribili deformazioni
nel giro di una sola notte.
Ogni giorno aveva aggiunto
per tre volte un cucchiaio di Erbe Svedesi a un po'
d'acqua tiepida, sorseggiandola prima
e dopo i pasti. Nonostante che le erbe fossero macerate
nell'acquavite, i reni avevano sopportato benissimo
l'alcool.
·
Vorrei
riferirVi ancora qualche
altra esperienza fatta con l'incredibile
effetto delle Erbe Svedesi. da mia sorella, che vive
in Germania, appresi che una nostra conoscente di Lipsia
si trovava da 15 anni inchiodata ad una sedia a rotelle.
Durante la guerra risiedeva a Praga e nel 1945 - come
volle la sorte di migliaia di tedeschi - era stata rinchiusa
nella cantina del suo palazzo e vi era rimasta per settimane
intere senza né paglia né altro materiale per giaciglio.
In seguito raggiunge Lipsia insieme al marito. Presto
si presentarono gravissime deformazioni alle articolazioni.
Alla fine non le rimase che la sedia a rotelle.
Seppi
di questa triste sorte soltanto in occasione della morte
improvvisa del marito.
Lasciata sola, la povera donna
paralizzata fu sfrattata dall'appartamento e trasferita
in una camera ammobiliata.
Non è permesso spedire erbe
medicinali o altri medicamentosi dall'Austria nella
Repubblica Democratica
Tedesca.
Ero quindi costretta ogni due mesi a spedire
le Erbe Svedesi per Lipsia da una località bavarese
di frontiera.
Presto ricevetti delle lettere piene di
speranza. L'ammalata ingeriva tre volte al giorno un
cucchiaio di Erbe Svedesi diluito in un po' d'acqua,
prima e dopo ogni pasto.
Lentamente le deformazioni
diminuirono e le articolazioni si fecero più mobili.
Pregavamo, lei a Lipsia, io a Grieskirchen. dopo 9 mesi
si verificò il fatto che questa donna, a suo tempo immobile,
ora in via di lenta guarigione, dopo 15 anni di sedia
a rotelle, uscisse per la prima volta di casa.
Recuperava
di giorno in giorno. Tornò a pulire da sola i vetri
delle finestre e a svolgere altri lavori domestici che
prima erano stati eseguiti da estranei di buona volontà.
Quanto fosse grande la sua fede in Dio durante il periodo
della sua grave infermità è dimostrato dal fatto seguente:
durante la sua degenza la gioia della sua vita era stato
un tiglio sul quale si affacciava la sua finestra.
Il
rinverdire e la fioritura dell'albero, l'ingiallire
delle foglie ed il divertente andirivieni degli uccellini
fra i rami spogli nei mesi invernali erano stati per
lei una costante fonte di gaiezza. Ogni giorno ringraziava
il Signore per questa grazia.
·
Andavamo qualche volta a fare
i bagni all'Offensee.
A prendere il sole
ci sedevamo spesso in riva al lago su un ciocco di legno.
Un giorno trovammo questo ciocco appoggiato ad una recinzione.
Accanto ad esso avevo lasciato la mia borsa da bagno.
Prima di tornare a casa mi chinai per infilarvi costumi
ed asciugamani. Improvvisamente fu come un fulmine a ciel sereno.
Il pesantissimo ciocco si era abbattuto
direttamente sulla mia gamba. Dal ginocchio in giù tutta
la gamba si era colorata di rosso scuro e viola e in
aggiunta si erano formati due nodi grossi come un pugno.
Mi trasportarono alla macchina e poi nella mia camera.
Mio marito voleva chiamare il medico di Ebensee, ma
lo pregai di prepararmi un cataplasma
di Erbe Svedesi.
dopo circa 1/2 ora riuscii da sola
a scendere le scale per raggiungere la sala da pranzo,
e il giorno appresso la gamba era tornata liscia come
prima. Non si vedeva la benché minima traccia di un'ecchimosi,
anche i grossi nodi erano spariti.
·
Fu sempre
all'Offensee che accadde
anche un altro incidente.
Una bambina di 4 anni fu punta
nel braccio da un calabrone.
Il braccio
si gonfiò smisuratamente. Andai a prendere le Erbe Svedesi.
Prima ancora che i genitori e la bambina si fossero
rivestiti ero già pronta con l'impacco.
Arrivati alla
macchina, dopo una camminata di circa tre minuti, la
tumefazione era già svanita. Il medico non fu più necessario.
·
Stavamo cogliendo lamponi
quando fui punta nel pollice da un insetto velenoso.
Durante la notte il pollice divenne turgido come un
salsicciotto. Mentre facevo la spesa, una donna esclamò
spaventata: "Lei deve andare subito all'ospedale,
un'infezione del genere può essere letale!"
La
notte successiva applicai un pezzo di cotone imbevuto
di gocce di Erbe Svedesi e puntualmente la mattina dopo
il pollice era ritornato normale.
·
Un'altra volta mi capitò una disgrazia
in lavanderia. Fu quando le lavatrici domestiche non
erano ancora provviste del dispositivo di sciacquo.
Con una pinza di legno si estraevano dall'acqua bollente
i panni attorcigliati fra di loro.
Io ho l'abitudine
di eseguire tutto con rapidità e grande slancio. Le
pinze scivolarono e mi si conficcarono con forza straordinaria
nell'occhio destro.
Stordita dal dolore e per metà cieca
barcollai fino al primo piano. Non appena applicato
sopra l'occhio l'impacco imbevuto di Erbe Svedesi, i
terribili dolori si placarono.
Dopo un po' di tempo
volli esaminare i risultati allo specchio. La zona circostante
l'occhio dall'alto verso il basso era livida.
Appoggiato
sopra l'occhio il cotone imbevuto e copertolo con un
pezzetto di plastica, fasciato il tutto con un fazzoletto
ripiegato, tornai in lavanderia un quarto d'ora dopo
l'incidente.
Per alcune notti ripetei le stesse operazioni
affinché non potesse svilupparsi nulla di grave.
·
Come ogni anno mi trovavo in cura
nei bagni Kneipp di Mühllchen, quando la caposala mi
presentò una signora che per i forti dolori stava entrando
nella stanza ripiegata su se stessa.
soffriva di forti
coliche biliari e cercava consiglio presso di me.
Tutte
le medicine non erano servite a niente ed il medico
le raccomandava di farsi
operare.
La pregai di spogliarsi e le applicai un cataplasma
di Erbe Svedesi sulla zona della colecisti. (Per questo
tipo di impacco occorre
prima spalmare sulla pelle, o dello strutto di maiale,
o della crema di Calendula, per evitare che l'alcool
irriti la cute.
Si applica un pezzo di cotone imbevuto
ma ben strizzato sulla parte dolente coprendolo e con
un altro pezzo di cotone asciutto e con un foglio di
nylon per mantenere il calore; infine si fascia tutto
con un panno.
Appena tolto l'impacco bisogna spolverare
con un po' di talco onde evitare arrossamenti e prurito).
Stavo per infilare alla signora il reggicalze sopra
il cataplasma, quando ella si raddrizzo esclamando:
"Ecco sono svaniti tutti i dolori!" In brevissimo
tempo si erano dileguati i suoi disturbi. Oltre gli
impacchi. più tardi prese
le gocce anche ad uso interno, ingerendone tre volte
al giorno un cucchiaino da dessert diluito in un po'
d'acqua o tisana,
e non ebbe più alcuna colica.
·
Da diversi anni assisto una signora
solitaria.
Ma inizialmente la comunicazione
fra di noi era stata difficile a causa della sua sordità.
L'antico manoscritto dice: "Ristabiliscono
anche l'udito perduto"
Quindi
le chiesi di inumidire diligentemente il condotto uditivo
con
gocce
di Erbe Svedesi.
Nel detto condotto si introduce l'indice
inumidito con le gocce.
Ma non bisogna trascurare di
immettervi anche un po' d'olio per evitare il prurito.
La signora inumidì contemporaneamente anche le parti
intorno all'orecchio, intorno agli occhi, le tempie
e la fronte. Improvvisamente le tornò l'udito e subito
il suo volto riprese l'aspetto fresco e giovanile di
prima.
Quando
un giorno, mentre stava scendendo dall'autobus, fu investita
da una macchina e scaraventata col viso sulla strada,
furono ancora le Erbe Svedesi a riportare alla normalità
quel volto livido e rosso.
Il 1 febbraio ha celebrato
il suo 89° compleanno.
Ora sente di nuovo bene e fra
di noi riusciamo a comunicare benissimo.
Spessissimo
le persone che seguono le mie conferenze mi riferiscono
di essere riuscite, grazie alle gocce di Erbe Svedesi,
ad eliminare sordità ed in tutti i casi, per via interna
o esterna, in cui si presentano dolori. La buona irrorazione
sanguigna provocata da queste gocce elimina in poco
tempo i dolori delle zone ammalate.
Pertanto si consiglia
di applicare i cataplasmi di gocce di Erbe Svedesi sull'occipite
dell'epilettico.
La causa di questi attacchi spesso
risale a molto tempo addietro; forse una caduta sulla
testa o uno shock nell'infanzia.
·
Dopo una conferenza a Gallspach
mi si avvicinò un giovane che aveva
subito un pauroso incidente d'auto con doppia frattura
della base cranica. dopo che era guarito dalle ferite,
si verificarono ogni giorno
vari attacchi epilettici.
Gli consigliai di applicare
dei cataplasmi di gocce
di Erbe Svedesi sull'occipite e di ingerire ogni giorno
quattro tazze di tisana di Ortica con due cucchiai di
gocce di Erbe Svedesi.
Nei gravi attacchi epilettici
è importante, oltre l'applicazione di impacchi sull'occipite
ingerire anche tisana di Ortica.
Qualche mesepiù tardi
il giovane mi venne a trovare per raccontarmi che gli
attacchi epilettici si erano completamente dileguati.
·
Con
grande successo si curano le meningiti, le ferite alla
testa dovute a colpi e cadute, balbuzie ed i disturbi
della parola mediante cataplasmi di gocce di Erbe Svedesi
sull’occipite.
Tali impacchi sono ugualmente utili contro
la borsite.
DEBBO RIPETERE PERO’ CHE PER TUTTE QUESTE
MALATTIE GRAVI OCCORRE PRIMA CONSULTARE IL MEDICO.
·
Da lettere che mi sono arrivate apprendo che i cataplasmi
di Erbe Svedesi sugli occhi hanno avuto degli effetti
positivi nel distacco della retina e nella retina porosa.
Tutte queste persone stavano per diventare cieche. Questi
cataplasmi vanno
applicati ogni giorno per un'ora sugli occhi chiusi.
Ma non si dovrebbe trascurare di applicarli preventivamente
anche sugli occhi sani e soprattutto su quelli affaticati,
e passare inoltre mattina e sera sulle palpebre le gocce
svedesi spingendole con l'indice verso gli angoli degli
occhi.
In questo modo è possibile mantenere una buona
vista fino a tarda età.
·
Dato che le Erbe Svedesi rappresentano un rimedio così
grandioso per la nostra salute, non dovrebbero mancare
in nessuna farmacia domestica.
Non solo dovrebbero essere
sempre a portata di mano in piccole bottigliette, ma
dovrebbero accompagnarci tutte le volte che viaggiamo.
Spesso ci delude il mangiare fuori casa ed occorre qualcosa
per tonificare lo stomaco e la colecisti, oppure ci
si sente fiacchi e storditi, in quei casi le Erbe Svedesi
sono un vero e proprio toccasana.
Se ne prende un sorso
diluito con un po' d'acqua, se ne passa un po' esternamente
sulle tempie, la fronte, gli occhi e le zone dietro
l'orecchio, e subito si avrà una sensazione tonificante
in tutto Il corpo.
·
Quando ci coglie d'improvviso un raffreddore con tutte
il corteo dei sintomi quali spossatezza, fiacca, pesantezza
nella fronte e nello stomaco, non occorre altro che
tenere sotto il naso un batuffolo di cotone inumidito
di gocce svedesi e respirare profondamente.
Subito si
avverte sollievo nella zona del naso e della fronte.
Se il raffreddore è più avanzato e sono affetti anche
i bronchi, conviene aspirare le gocce a bocca aperta.
Anche in questo modo si otterrà un immediato giovamento.
Nel periodo delle influenze se ne prende giornalmente
un cucchiaino da dessert, a volte persino un cucchiaio,
con un po' d'acqua tiepida; in questo modo si diventa
immuni contro l'influenza.
Ovunque si presentino dolori,
ingerite interamente, frizionate esternamente o applicate
mediante impacchi, le Erbe Svedesi che sono la panacea.
·
Anni fa ebbi una colica renale. Il medico arrivò di
corsa. Nel frattempo applicai sulla zona renale un cataplasma
inumidito con gocce di Erbe Svedesi e quando si presentò
il medico, erano già scomparsi i dolori. Mi vergognai
molto perché gli avevo fatto perdere del tempo prezioso.
Ma egli voleva soltanto sapere come mai la colica era
passata tanto presto. Quando apprese che era stato l'impacco
a giovarmi, disse: "Molto bene, allora è superflua
l'iniezione".
Egli stesso infatti era molto d'accordo
con l'uso delle Erbe Svedesi. Quando mi recavo presso
il suo studio diceva sempre: "A te non prescrivo
niente, tu hai le tue Erbe Svedesi!" Fu sempre
lui infatti che mi illuminò su molte altre piante medicinali.
·
Una volta mi venne a trovare una signora anziana che
da anni camminava col bastone. Per la gotta ed i reumatismi
era tutta storta; nessuna medicina le giovava ed aveva
i nervi a pezzi. Tre volte al giorno ingeriva un cucchiaino
da dessert di gocce svedesi nell'infuso di Ortica e
Coda cavallina.
Dopo tre settimane seppi che camminava
nuovamente senza bastone.
·
È noto che nel periodo della festa della Candelora avviene
il maggior numero di funerali.
Una cantante del coro
in quel periodo ebbe un incidente mentre stava pattinando
sul ghiaccio.
Poiché eravamo soltanto pochi nel coro,
ne sentimmo molto la mancanza.
Dopo la messa la incontrai
al centro della cittadina. Le sarebbe stato impossibile
arrampicarsi per le scale ripidissime del coro a causa
del suo ginocchio rigido.
Poco tempo dopo la raggiunsi
con la mia attrezzatura di impacchi. Da brava moglie
di medico osservava con scetticismo i miei preparativi.
Ma presto se ne ricredette allorché dopo pochi minuti
riuscì senza fatica a piegare il ginocchio ed il giorno
appresso a salire, sempre senza alcuna difficoltà, le
scale ripide del coro.
Ma purtroppo mancava un'altra
cantante la quale si era storto un piede durante lo
sport invernale.
Già si sapeva che era all'ospedale
per una terapia ambulatoriale. A questo punto mi sollecitò
quella appena guarita ad aiutare anche questa col piede
distorto.
Visto che si trovava già in cura presso l'ospedale,
non lo feci volentieri, ma il fatto che il giorno appresso
sarei probabilmente rimasta sola sul coro aveva infine
una certa importanza.
La poveretta era stesa sul divano
col malleolo gonfio.
All'ospedale le avevano consigliato
soltanto di appoggiare il piede su di un piano rialzato.
I dolori erano forti.
Il cataplasma con le Erbe Svedesi
le portò immediato sollievo.
Il giorno appresso arrivò
sul coro malgrado le strade fossero coperte di ghiaccio.
I dolori erano spariti, il malleolo era tornato normale
ed il nostro Requiem era salvo.
·
Durante una visita nel Mühlviertel osservai in trattoria
al tavolo di fianco al mio un avventore che si torceva
per i dolori.
Aveva avuto altre volte simili attacchi.
Le medicine non servivano. Andai a cercare le mie gocce,
ne versai un cucchiaio in un po' di acqua tiepida e
gliele offersi.
Mentre stava vuotando il bicchiere,
il suo volto riacquistò colore ed egli quasi non riusciva
a credere che i dolori erano svaniti immediatamente.
Sei mesi dopo ritornai nuovamente in quella regione.
Avevo già dimenticato l'accaduto, quando un signore
mi rivolse la parola per ringraziarmi con molte effusioni.
Era visibilmente ringiovanito.
Aveva preparato da se
le Erbe Svedesi, e le aveva applicate.
Tutti i disturbi
del pancreas e delle gastrite acuta si erano dileguati.
·
Poiché guariscono le malattie del pancreas, si
possono consigliare queste gocce anche ai diabetici.
·
Scompaiono i nei, le verruche, le macchie, perfino l’angioma
cavernoso e le cisti delle ghiandole sebacee, toccandole
ripetutamente con le gocce e così pure i calli e le
emorroidi.
Le gocce svedesi eliminano il ronzio dell’orecchio
e la peracusia introducendo nell’orecchio un batuffolino
di cotone imbevuto.
·
Rinforzano la memoria se si inumidisce con esse diverse
volte la prima vertebra cervicale, depurano il sangue
e ne favoriscono la circolazione.
·
Rimuovono le coliche e l’indigestione, i mal di testa
e tutti i disturbi gastrici e colecistici, nonché le
malattie epatiche e renali (anche se vi fosse controindicato
l’alcool).
·
Nelle trombosi e nelle flebiti si spalma uno strato
di crema di Calendula prima di applicare l’impacco di
Erbe Svedesi.
Dopo la guarigione si fanno dei pediluvi
di Ortica per favorire l’irrorazione sanguigna.
·
Le gocce eliminano la pigrizia dell’intestino,
le crisi vertiginose e perfino le paralisi. In tutte
le malattie esse rappresentano un preziosissimo rimedio.
Lo sono anche contro le malattie cancerose. Contro gli
attacchi acuti di dolore si prende un cucchiaio delle
gocce in un po’ d’acqua o in un infuso d’erbe, si preservano
salute e forze fino all’età avanzata.
·
Poiché vengono applicate senza esclusione contro tutte
le malattie, si può parlare del recupero o del mantenimento
della salute umana
·
Svegliano gli spiriti ed aumentano le forze vitali che,
con i tempi che corrono, sono tanto necessari.
Mantenete
con questo Elisir meraviglioso la Vostra salute, la
forza lavorativa e l’amore per il Vostro lavoro professionale,
per la Vostra famiglia e per i Vostri simili.
·
Durante una visita presso una fattoria venni a sapere
che il figlio dodicenne del proprietario del fondo era
in procinto di essere operato all'orecchio.
A causa
di un'infezione si era formato un focolaio suppurativo
dietro al timpano.
Io ero contraria all'operazione dato
che in casi più o meno simili non è raro perdere del
tutto l'udito.
Prendemmo quindi dei batuffolini di cotone
imbevuti di gocce di Erbe Svedesi e li introducemmo
nell'orecchio del ragazzo.
In tal modo si liberò ogni
giorno tanto pus che presto scomparvero i dolori, né
fu più necessaria l'operazione.
·
Contro un cancro intestinale - si trattava di una giovane
madre di cinque figli (il medico non le dava più che
pochi giorni di vita) consigliai impacchi sulle zone
malate dell'intestino e contemporaneamente anche radici
di Calamo che si fanno macerare a freddo durante la
notte (una tazza d'acqua, un cucchiaino da dessert raso
di radici di Calamo) un sorso rispettivamente prima
e dopo ogni pasto e, per la depurazione del sangue,
un infuso di Calendula, Achillea e Ortica, mescolate
in parti uguali.
Se ne sorseggiano durante la giornata
almeno due litri. Oggi questa donna sta già talmente
bene che se ne può intravedere la completa guarigione.
·
Una donna di Heilbronn, Rep. Fed. di Germania, scrive:
"Circa dieci mesi fa mio nipote quarantunenne mi
scrisse da Sacramento/California che egli andava soggetto
a gravi emorragie intestinali giornaliere e che dalla
diagnosi medica risultava senza ombra di dubbio l'esistenza
di un cancro intestinale.
Pertanto occorrerebbe praticare
un ano artificiale. Gli inviai immediatamente il Suo
libro "Farmacia del Signore", l'Amaro Svedese,
la radice di Calamo ed altre erbe quali la Calendula,
l'Achillea e l'Ortica.
Egli seguì puntualmente le prescrizioni
della Sua pubblicazione. Dopo un anno mio nipote era
totalmente ristabilito. Le gravi emorragie intestinali
erano cessate dopo il quarto giorno dall'ingestione
delle erbe. Anche la fiacchezza e la diminuzione del
peso si erano ridotte lentamente".
·
Un uomo di 52 anni veniva curato per asma cardiaca,
prendeva otto compresse al giorno, riusciva a dormire
soltanto stando seduto e alzava le braccia ogni volta
che faceva un passo per poter respirare pur rantolando
pietosamente.
Secondo il mio parere la sua respirazione
affannosa non era dovuta al cuore bensì al fegato.
Applicai
un cataplasma di Erbe Svedesi sulla zona epatica. Come
terapia interna gli feci bere ogni giorno una tazza
al mattino e una alla sera di infuso di Aglio orsino
con un cucchiaino da dessert di gocce svedesi.
Quanto
fosse stata esatta la mia teoria si dimostrò sin dalla
prima notte. finalmente riusciva di nuovo a dormire
disteso.
Da anni non aveva più messo piede fuori casa.
Le Erbe Svedesi e l'infuso di Aglio orsino giovarono
talmente che a partire dal terzo giorno dall'inizio
della cura poté fare il giro del suo giardinetto mattina
e sera. Ora è sulla via della definitiva guarigione.
·
Una ferita postoperatoria di difficile cicatrizzazione
si chiuse nel giro di una notte dopo che il malato aveva
preso un buon sorso dalla bottiglia delle Erbe Svedesi.
Quest'unico sorso aveva prodotto la cicatrizzazione
della ferita aperta da tre anni che quotidianamente
richiedeva ripetute medicazioni.
Mi è stato riferito
di altre annose infiammazioni e suppurazioni, spesso
conseguenza di interventi chirurgici e di paracentesi,
eliminate mediante l'applicazione e l'ingestione di
gocce svedesi.
·
Una perpetua del Burgenland mi raccontava di sua nipote
di 23 anni che soffriva sin dalla nascita di un difetto
all'udito.
Durante un consulto presso la Clinica Universitaria
le era stato dichiarato che un'operazione non avrebbe
apportato alcun miglioramento.
La perpetua allora consigliò
alla nipote di provare le Erbe Svedesi, ossia di introdurre
le gocce nel condotto uditivo.
Tutti furono molto sorpresi
allorché, dopo quest'applicazione durata 15 giorni,
la nipote udì normalmente.
·
Sarebbe un peccato se non Vi riportassi il contenuto
di una lettera che mi giunse da Graz nella Stiria: "Per
caso, o forse meglio, per divina provvidenza, ho avuto
una conversazione nell'autobus con un uomo di 74 anni
che non stava più nei panni dalla felicità per avere
riacquistato l'udito in una sola notte mediante le gocce
svedesi, udito che aveva perduto in guerra nel 1944,
in seguito ad un grave trauma al capo e al cervello.
Tre volte aveva applicato nelle orecchie un batuffolini
di cotone imbevuto di gocce svedesi". (Le lettere
possono confermare la veridicità di simili racconti).
·
Un signore dell'Alta Baviera riferisce: "Un incidente
mi aveva procurato una ferita al braccio destro.
Le
gocce svedesi mi liberarono presto dai dolori insopportabili.
Su un orecchio sordo si verificò quasi un miracolo dopo
soli due trattamenti: dopo quasi 10 anni di sordità
udii nuovamente il ticchettio della sveglia!" -
Quanti sordomuti potrebbero ancora essere salvati in
questo modo!
Ma basterebbe anche che uno solo potesse
ricuperare l'udito!
·
Dopo una delle mie conferenze si fece avanti un'ascoltatrice
che da due anni soffriva di prolasso dello sfintere.
I medici avevano dichiarato inguaribile il male. Le
Erbe Svedesi insieme alla Borsa del pastore (tritata
e macerata per 10 giorni in buona acquavite tenuta in
luogo caldo, e che guarisce dall'atrofia muscolare e
da altre malattie muscolari), quattro tazze di infuso
di Alchemilla e sei sorsi al giorno di tisana di radice
di Calamo rimisero a posto ogni cosa entro pochi giorni.
·
In un'altra circostanza mi giunse da Vienna una telefonata
di voce femminile che diceva: "La ringrazio per
le sue Erbe Svedesi!" e mi raccontò che all'età
di dodici anni, durante una gita scolastica in montagna,
era stata colpita accidentalmente al volto dagli scarponi
di una compagna che la precedeva.
Ne era derivata una
suppurazione della mascella trascinatasi per 40 anni
per cui era stato necessario praticare 16 interventi
chirurgici e ripetute punture esplorative.
La donna
era stata costretta ad interrompere gli studi, non aveva
potuto esercitare la professione desiderata e, costantemente
afflitta da dolori alla parte malata, faceva la governante
presso una famiglia.
All'età di 52 anni lesse qualcosa
sulle Erbe Svedesi, ne applicò dei cataplasmi sulle
parti dolenti della mascella e fu finalmente liberata
da ogni dolore.
Molto
spesso mi si richiede se le famose gocce Svedesi
possono essere ingerite anche quando sussiste un severo
divieto di alcolici.
Esami di laboratorio hanno dimostrato
che le erbe superano il potere dell’alcool e sono riconosciute
come sostanze medicamentose.
Possono quindi essere ingerite senza alcun timore
anche in questi casi.
Si inizia allora con un solo cucchiaino
da
dessert al giorno, applicando ripetutamente degli impacchi
di gocce Svedesi sulla zona del fegato o dei reni.
“ANTICO MANOSCRITTO”
(Copia
del potere terapeutico delle Erbe Svedesi)
1. Aspirandole o fiutandole ripetutamente, inumidendo con le
Erbe Svedesi la prima vertebra cervicale, applicata
una pezzuola bagnata con esse, scompariranno dolore
e vertigini e si rinforzeranno la memoria ed il cervello.
2. Giovano nell’offuscamento della vista, tolgono il rossore
e tutti I dolori persino quando gli occhi sono Infiammati,
torbidi e annebbiati. Rimuovono le macchie e la cataratta
quando con esse vengono inumiditi gli angoli dell’occhio
o quando si applica sulle palpebre degli occhi chiusi
,una pezzuola bagnata coni esse.
3. Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel
naso o in qualsiasi parte del corpo guariscono inumidendo
le parti spesso e bene.
4. Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste
gocce in un po’ d’acqua trattenendole in bocca per qualche
tempo oppure inumidendo il dente dolente con una pezzuola.
Il dolore svanirà e il marciume regredirà.
5. Con le gocce s’inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla
lingua
o altre ferite; la guarigione non tarderà.
6. Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevande
causano dolore alla deglutizione, le gocce andranno
ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla sera; toglieranno
il calore e guariranno la gola.
7. Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio
durante l’attacco.
8. Contro le coliche si prendano tre cucchiai, lentamente uno
dopo l’altro; presto sentirete sollievo.
9. Le gocce annullano l’effetto dei venti nel corpo e rinfrescano
il fegato, eliminano tutte le malattie dello stomaco
e quelle Intestinali e giovano contro la stitichezza.
10. Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo
digerisce male e rifiuta i cibi.
11. Giovano altrettanto contro i dolori alla cistifellea. Un
cucchiaio ogni giorno, mattina e sera; di notte impacchi
imbevuti di gocce elimineranno presto tutti i dolori.
12. Contro l’idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio
nel vino bianco per la durata di sei settimane.
13. Contro dolori e ronzii all’orecchio si inumidisca con le
gocce un batuffolo di cotone da introdurre nell’orecchio.
Gioverà assai e restituirà persino l’udito perduto.
14. Ad una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino
per tre giorni dl fila un cucchiaio nel vino rosso;
dopo una mezz’ora le si faccia fare una passeggiata
e poi la colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno
prese insieme a latte.
15. Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi
15 giorni della gravidanza, il parto sarà facilitato.
Per liberare più facilmente la placenta, si somministri
alla puerpera un cucchiaino da dessert ogni due ore
fino a che la placenta non si stacchi senza doglie.
(sotto controllo medico NdS)
16. Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella
con l’inizio dell’allattamento, esse spariranno rapidamente
applicando degli impacchi dl gocce.
17. Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri al bambino
delle gocce, a seconda dell’età, diluite in un po’ d’acqua.
Quando le vescicole cominciano a seccarsi, inumidirle
ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.
18. Sono efficaci contro vermi nei bambini e negli adulti; eliminano
persino le tenie, solo che al bambino occorre somministrarle
a seconda dell’età. Legare una pezzuola imbevuta di
gocce sull’ombelico mantenendola sempre umida.
19. Nell’itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo
un cucchiaio dl gocce tre volte ai giorno ed applicando
dei cataplasmi dl gocce sul fegato ingrossato.
20. Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono i reni, eliminano
dal corpo, senza altre cure, i liquidi ipocondriaci,
tolgono la malinconia o le depressioni e stimolano l’appetito
e la digestione.
21. Aprono anche internamente le emorroidi se le bagniamo ripetutamente
e se le rendiamo molli ingerendo le gocce, soprattutto
prima di coricarci. Per via esterna si applica un batuffolino
di cotone bagnato con le gocce. Renderà fluido anche
il resto dei sangue e gioverà contro i bruciori.
22. Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca
somministrandogli un cucchiaio di gocce, e il malato
ritornerà in se.
23. Prese per bocca allontaneranno anche li dolore dei crampi
sordi fino a che col tempo non cessino del tutto.
24. Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno
e per la durata di sei settimane.
25. Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa
sia troppo abbondante, è bene che prenda queste gocce
per tre giorni ripetendo l’operazione per venti volte;
il medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà
a quanto è insufficiente.
26. Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.
27. Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre
somministrargliene immediatamente. Il malato continui
poi a prendere esclusivamente questo medicinale in quanto
esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il
fisico allontanando ogni malattia.
28. Guariscono le paralisi, scacciano le vertigini e la nausea.
29. Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.
30. Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse
molto debole, gli si dia un cucchiaio, e l’ammalato,
se non ha caricato il proprio corpo con altri rimedi,
tornerà presto in sè, e il suo polso riprenderà a battere;
fosse anche stata altissima la sua febbre, li malato
migliorerà presto.
31. Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia
data nonché le screpolature delle mani. Se una piaga
è vecchia e purulenta o se presenta delle escrescenze,
la si lavi accuratamente con del vino bianco, coprendola
poi con una pezza imbevuta di gocce. Esse elimineranno
ulcere e dolori nonché l’escrescenza carnosa, e la ferita
inizierà a guarire.
32. Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza
complicazioni quando vengono bagnate con le gocce. Immergete
una pezza nelle gocce coprendo con essa le ferite. In
brevissimo tempo elimineranno il dolore provenendo ogni
cancrena o putrefazione e guariranno anche ferite dl
vecchia data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi
iniettate le gocce nella ferita che non occorre necessariamente
pulire in precedenza; mediante l’assidua applicazione
di una pezza Imbevuta, la guarigione avverrà in breve.
33. Fanno scomparire tutte Io cicatrici, anche quelle più annose,
tutte le piaghe e tutti i tagli se queste vengono inumidite
con le gocce fino a 40 volte;. tutte le ferite curate
con queste gocce non lasceranno cicatrici.
34. Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano
inguaribili e indipendentemente dalla loro età.
35. Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da
fuoco, acqua bollente o grasso, quando queste vengano
assiduamente bagnate con le gocce. Non si formeranno
vesciche; il calore ne verrà estratto. Persino vesciche
purulente guariranno totalmente.
36. Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti a urti o colpi.
37. Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno
il sapore perduto.
38. A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite
al mattino per un certo periodo di tempo. Esse purificano
il sangue formandone del nuovo e ne favoriscono la circolazione.
39. I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca
o applicando sugli arti Infiammati delle pezze imbevute
con le gocce stesse.
40. Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia
dl applicarvi il più spesso possibile delle pezze imbevute
soprattutto la notte.
41. Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce
inumidendo con esso costantemente il punto dolente.
Dopo tre giorni i calli si staccheranno da soli oppure
potranno essere levati senza alcun dolore.
42. Curano anche morsi dl cani arrabbiati e di altri animali,
prese per bocca, in quanto distruggono tutti i veleni.
Coprite le ferite con un panno imbevuto.
43. In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno
ingerirne ripetutamente durante la giornata poiché curano
ulcere pestose e bubboni anche se insediati nella gola.
44. Chi di notte non dorme bene prenda queste gocce prima dl
coricarsi. Nel caso di insonnia nervosa applichi sul
cuore un panno imbevuto dl gocce diluite.
45. Somministrato in quantità di due cucchiai ad un ubriaco,
fanno scomparire gli effetti della sbornia.
46. Chi prende queste gocce
quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno di
alcun'altra medicina poiché esse rinforzano il corpo,
rinfrescano i nervi ed il sangue, liberano dal tremore
mani e piedi. In breve, allontanano ogni specie di malattia.
Il corpo rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua
giovanilità e bellezza.
Importante:
Tutti i quantitativi indicati vanno ingeriti diluiti
in tisana o acqua.
I
46 punti dell’Antico Manoscritto
RIVELANO IL GRANDE E MIRACOLOSO POTERE TERAPEUTICO
DI QUESTO MISCUGLIO DI ERBE.
Si può asserire a ragion veduta che
praticamente non vi sia malattia
contro la quale queste Erbe Svedesi non giovino;
sono comunque valide come base per qualsiasi cura.
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